Attualità

13 Maggio 2013

Le conseguenze psicologiche del terremoto in Abruzzo

Passato il clamore, spenti (quasi) tutti i riflettori mediatici, cosa rimane dopo un mese del terremoto in Abruzzo?
Rimangono i numeri: centinaia di morti, migliaia di sfollati, milioni di euro per la ricostruzione. Ma a quanto ammontano i danni psicologici che hanno subito le persone colpite? Come quantificare la paura ed il terrore che hanno provato e proveranno?

La voragine che questo terremoto ha lasciato in tutti loro (ed in noi) non è solo fisica, ma soprattutto psicologica: è una commistione di sentimenti di paura, rabbia ed impotenza, che lascia tutti quanti senza parole, anche noi, mentre dal comodo divano osserviamo le immagini delle macerie e le facce disorientate ed assonnate di chi è costretto a vivere in una tenda, circondato da rovine e da estranei che indossano divise colorate.

E’ facile intuire quali possono essere le loro emozioni in questo momento. Sicuramente tanta rabbia, perché il destino ha inferto loro un’ingiusta punizione. Tanta tristezza, perché questo terremoto ha portato via improvvisamente i loro figli, i loro coniugi o i loro genitori. Probabilmente molti sopravvissuti oggi vivono sentendosi in colpa proprio per non essere morti al posto dei loro figli o dei loro familiari.

13 Maggio 2013

1956, America pagana. F. Patellani

Una serie di spezzoni e ritratti che vividamente ci fanno rivivere il reportage e le riprese di America Pagana. Un viaggio di sei mesi attraverso l’America Centrale magistralmente fissato in 55 fotografie da Federico Patellani.

Diecimila chilometri tra Messico, Guatemala, El Salvador, Honduras, Nicaragua, Costa Rica, Panama, Ecuador: lo spagnolo come lingua che li accomuna e le facce delle persone testimoni di storie, culture che si sono mescolate, divise, che hanno creato varie identità da proteggere e trasmettere. Si passa da una democrazia a una dittatura, da un paese che abolisce l'esercito agli abitanti indios, dai bianchi ai neri, discendenti dei lavoratori del canale di Panama. Il documentario del viaggio è arricchito da quattro brevi racconti di scrittori del posto, letti, sceneggiati e realizzati al momento. Aldo Buzzi ci ricorda che la fine l’ha dettata la stagione delle piogge, col suo battere sui tetti di lamiera ondulata.

13 Maggio 2013

Dialogo al buio

Non occorre guardare per vedere lontano
Una nuova esperienza della realtà

Non vi parlerò della mostra, non vi descriverò di cosa tratta. Questa esperienza è da viversi in prima persona. Poi la presenza degli altri ne è parte integrante, ma viene dopo. Viene quando si ha voglia di condividere e di scambiare le proprie sensazioni. Ed anche questa è un’emozione difficile da trattenere. 

13 Maggio 2013

Il riscatto degli anni universitari

La possibilità di riscattare gli anni universitari ai fini pensionistici non è ancora una realtà che riguarda gli iscritti all’Enpap. A differenza di altri enti previdenziali (ad […]