Affidamento PDF Stampa E-mail

A due anni dall’introduzione dell’affidamento condiviso sono stati elaborati i primi risultati della riforma che coinvolge il diritto di famiglia, che dà la possibilità ai genitori separati di potere condividere l’affidamento della figli, in particolar modo ai padri, troppe volte esclusi dalla vita quotidiana dei loro figli a seguito della separazione.

La materia è stata oggetto di un sondaggio svolto dal “Centro per la riforma del diritto di famiglia” di Milano (www.crdf.it), pubblicato sul Corriere della Sera il 12 marzo scorso. La riforma ha aperto la strada all’affidamento condiviso, con percentuali che vanno dal 70%-80% di Palermo al 95% di Bologna.

 

 

Si tratta di una riforma culturale, oltre che giuridica, da cui ha preso le mosse la nuova legge (legge n. 54/2006), la quale ha l’importante significato di ricordare alle madri e ai padri che anche se si è separati si continua ad essere genitori, soprattutto in termini di partecipazione educativa dei figli.

Affidamento condiviso non significa però collocare il minore una settimana con un genitore e una con l’altra, infatti nella maggior parte dei casi i figli vivono con le madri.

I Giudici tendono a concedere l’affidamento esclusivo solo in casi particolari come, a titolo esemplificativo, la lontananza fisica dei genitori, casi di tossicodipendenza, situazioni che impediscono di condividere la genitorialità.

La richiesta di affidamento esclusivo da parte dei padri, invece, è concessa in casi gravi, quali ad esempio la malattia della madre.

Dal sondaggio svolto è risultato che i conflitti nella fase iniziale della separazione sono diminuiti, a fronte della consapevolezza da parte dei genitori che l’affidamento sarà quasi certamente condiviso; è invece aumentato quello non visibile dai giudici, che però danneggia maggiormente i minori.

Infine, la casa assume un valore sempre più importante, infatti segue i figli.

 

 

Maggio 2008

Dott.ssa Edith Tracogna


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