Il dibattito attorno ai disturbi alimentari PDF Stampa E-mail

Negli ultimi anni sempre più frequentemente siamo investiti dalla quantità di articoli, studi e dibattiti sulle problematiche alimentari. Allo stesso modo, osservando i ragazzi nelle scuole e nei centri di aggregazione troviamo che abbiano fondamento le preoccupazioni degli insegnanti e dei genitori. Come dobbiamo comportarci di fronte a tutte queste informazioni? Innanzitutto la questione viene affrontata da molteplici punti di vista: soffermandosi sui danni causati dal mondo dell’immagine e della televisione, sull’importanza di una sana ed equilibrata alimentazione, sulla necessità di seguire i ragazzi e le famiglie anche sul versante psicologico. Tutte prospettive degne di ascolto laddove contestualizzate e trattate in maniera professionale.
Anche gli interventi realizzati a livello nazionale e internazionale puntano a creare un vero e proprio movimento d’opinione affinché si prenda coscienza dei motivi di disagio e dei comportamenti a rischio nei ragazzi. Il solo fatto di far circolare spunti di riflessioni o dare stimoli è utile per affrontare i disturbi dell’alimentazione in maniera tempestiva ed efficace.


La prevenzione in questo ambito si propone infatti di divulgare informazioni precise e di non favorire un allarmismo ingiustificato nelle famiglie, soprattutto con l’apertura di centri specializzati in cui operano professionisti del settore. Inoltre, attraverso progetti e iniziative, si cerca di rafforzare i fattori di protezione (autostima, inserimento in gruppi sportivi o ricreativi, sostegno familiare) già a disposizione dei ragazzi.
Un articolo* recentemente pubblicato sulla rivista Psycotherapy and Psychosomatics ci consiglia di combattere l’obesità nei bambini mandando in terapia le madri. E’ stato infatti dimostrato come sia fondamentale partire dall’educazione alimentare e da come venga trasmesso un buon rapporto con il cibo soprattutto tra le mura domestiche e dall’esempio delle figure di riferimento, in primis le madri. Intervenendo sulla relazione con il cibo in famiglia si ottengono risultati immediati e duraturi, liberando i bambini dalla totale responsabilità rispetto al disturbo. 
Questa ricerca può quindi essere considerata uno degli esempi recenti di studio e lavoro nella prevenzione e cura dei disturbi alimentari che hanno ottenuto risultati concreti ed efficaci.


Dott.ssa Paola Lorenzini



* “ Randomized controlled comparison of two cognitive behavioural therapies for obese children: mother versus mother-child cognitive behavioural therapy”. Munsch et al. Psycotherapy and Psychosomatics 2008; 77, pp.235-46